sabato 5 aprile 2014

Obsolescenza malprogrammata

Il Black & Decker di mio padre se ne è andato dopo 43 anni di glorioso servizio. Ha rantolato, tossito, emesso fumo ed è spirato nel tentativo di forare del tenero truciolato. L'indotto dei contatti su cui strisciano le spazzole si è bruciato  e non è piu riparabile.

Allora sono andato  in un grande magazzino per vedere di comprare il suo successore.Il ventaglio deli modelli disponibili è esageratamente ampio. Parlando dei soli trapani elettrici a filo ne ho visti almeno 25 e per non parlare di tutti i nuovi modelli a batteria.
I prezzi a partire da 17(!) euro. Ed anche il modello di primo prezzo che su ebay si trova a 12,99 euro (ho imparato anche che il "primo prezzo" è l'espressione moderna in luogo di "quello che costa meno") ha tutte le caratteristiche standard e cioè mandrino da 13mm, valigetta, funzione percussione reversibilità della rotazione e controllo elettronico della velocità, tutte cose queste che il vecchio Blak&Decker non aveva: lui si limitava a girare in senso orario alla massima velocità.
Però lo ha fatto per 43 anni.
Non voglio dire che il suo successore (che ancora devo scegliere) non ci arriverà mai, ma che forse la famosa e malefica obsolescenza programmta dipende anche dalle nostre scelte e non solo dalla conclamata perfidia delle multinazionali. Come posso pensare che un trapano che costa 17 euro, meno del costo di 4 Kg di pane, possa durami 40 anni?

giovedì 13 marzo 2014

Le grandi opere

A mio cognato si è rotta la lavatrice, il cestello accennava un mezzo giro e poi si bloccava e non voleva  far più il suo lavoro. Lui, invece di chiamare un riparatore a casa visto che abita anche fuori città, è "andato su internet" dove ha trovato un forum su questi problemi che l'ha indirizzato nella direzione giusta: il condensatore del motore della lavatrice. Ha quindi smontato  il condensatore e sostituito con uno uguale acquistato in un negozio di ricambi di elettrodomestici. Come per magia la lavatrice ha ripreso a funzionare perfettamente con gran soddisfazione di mi cognato e famiglia.
E le grandi opere?
Per far questo, mio cognato, che non è un propriamente un tecnico, ha usato l'ultima delle grandi opere infrastrutturali della nostra epoca: quella conosciuta con il nome di  "internet".  Una vera grande opera che ha permesso a lui di risparmiar soldi, forse tempo, e arricchirsi di conoscenze.
Perchè non si pensa ad internet, o al sistema postale, o a quello sanitario e scolastico come a "grandi opere" su cui investire pesantemente per migliorare la nostra economia e la nostra vita?
I nostri governanti saran davvero convinti che fare la TAV o una nuova autostrada porti piu benessere della banda larga o di un'ospedale in più?
Domade retoriche?

sabato 11 gennaio 2014

E e se questo non e' un furto dimmi tu cos'e'.

E successo che la mia signora si è trovata improvvisamente senza un orologio funzionante e quindi, da bravi consumatori,  siamo andati  ad acquistarne uno in una gioielleria all'interno di un grande centro commerciale. Non ritenendoci esperti di orologi ne cercavamo uno che soddisfacesse i seguenti requisiti in ordine di importanza: la bellezza, l'impermeabilità e l'essere di una marca piu o meno conosciuta.
Ovviamente il primo requisito era un'imperativo per chi doveva indossarlo, mentre l'essere di una marca piu o meno conosciuta pensavo, come la maggioranza del popolo bue, che potesse rappresentare una qualche garanzia in piu rispetto ad una marca sconosciuta.
Bene, ne abbiamo acquistato uno impermeabile della serie Tribe della Breil al prezzo di 69 euro.
E fin qui tutto mi sembrava regolare, l'orologio è bello, impermeabile, di una marca nota, ed anche il prezzo era ragionevole. Su internet si trova anche a 62-65 euro e quindi non siamo stati truffati sul prezzo.
Poi nel mio girovagare sulla rete, incuriosito dal fatto che esistono migliaia di marche di orologi, anche con brand che nulla hanno a che fare con l'orologeria come Ducati o Mercedes, ho scoperto che in realtà i costruttori dei meccanismi di orologeria, cioè il cuore pulsante dell'orologio, il cosidetto "movimento", sono molti ma molti meno. Infatti anche la Breil non si costruisce in casa i "movimenti", almeno per quello acquistato, ma si fornisce da altri.  Con qualche ulteriore botta di Google viene fuori che nell'orologio della mia signora c'è un movimento giapponese Miyota 2035 che costa......2 euro piu iva!!! 
E di qui il titolo del post, cosi per dirla alla Fred Buongusto!

Per i curiosi, l'orologio che ci ha lasciato dopo 12 anni di servizio era uno Swatch Irony.
E' questo un classico caso di bsolescenza programmata? Forse, non lo so. Quello che è sicuro è che i movimenti di questi orologi non sono riparabili perchè sono inglobati in una struttura in plastica non smontabile.

lunedì 6 gennaio 2014

Auto alla sbarra

E' come se mi avessero letto ma dubito che il Corpo Forestale dello stato o il Comune di Ravenna seguano questo mio piccolissimo blog.
La decisione piu saggia per la protezione della foce del Bevano è stata presa e attuata ma me ne sono accorto solo ieri, passando da quelle parti in bicicletta: è stata finalmente interdetta al traffico automobilistico l'ultimo tratto della via Fosso Ghiaia e le auto si dovranno arrestare ad almeno tre chilometri dal mare. La cosa stranamente non ha fatto notizia perchè forse tutto è avvenuto in autunno inverno, quando non c'è pressione turistica sulla zona.
Mi sembra di dire una banalità ma ho il dovere di ribadirlo perchè è una cosa che non entra in testa facilmente ai nostri amministratori: il sistema più efficiente ed economico per proteggere gli ambienti naturali è proprio quello di impedire alle persone di avvicinarsi in auto. 
Onore a chi ha preso questo provvedimento.

mercoledì 6 novembre 2013

Il dirtto di accesso alla rete (pedonale)

Pongo la seguente domanda:

è sancito in italia dalla nostra legislazione il DIRITTO di accedere alla rete stradale a piedi (o in bicicletta)?

Oppure detto altrimenti:

è fatto salvo il diritto di raggiungere qualunque indirizzo della rete stradale pubblica (abitazione, esercizio scuola, ufficio, fabbrica etc.) a piedi (o in bicicletta)?

Chiedo questo perchè se questo diritto esiste esso è abbondatmente violato.
L'andare a piedi dovrebbe essere il livello zero della modalità di spostamento e si dovrebbe, almeno in linea teorica, poter andare da un qualunque punto A della rete nazionale ad un qualunque punto B. Se da casa mia volessi andare all'aereoporto a piedi devo poterlo fare senza infrangere alcun divieto. Non sto dicendo che ci deve essere un  percorso ciclopedonale dedicato breve e agevole ma semplicemente che non mi deve essere vietato raggiungere l'aereoporto a piedi o in bicicletta.
Ho notato che molti autogrill autostradali sono raggiungibili anche dalla viabilità ordinaria per permettere ai dipendenti di raggiungerli senza entrare in autostrada e quindi porebbero andarci anche a piedi o in bicicletta per cui questo diritto alla mobilità di livello zero sembrerebbe rispettato.
Eppure ci sono sono luoghi che si possono raggiungere solo in auto perchè andarci a piedi o in bicicletta è VIETATO.  E questa mi sembra una violazione di un diritto fondamentale del cittadino come il diritto all'acqua o il diritto all'istruzione.
Conosco casi di persone che non possono lasciare la loro abitazione se non in auto perchè gli hanno costruito una strada a 4 corsie davanti a casa (dove è vietato andarci a piedi e in bicicletta) e quindi si trovano nella condizione che se gli si rompe l'auto non possono neppure uscire per fare la spesa. Oppure intere zone inacessibili a qualunque mezzo non motorizzato come  porti e zone industriali.
Ad esempio se lavorassi al porto di Ravenna non potrei recarmi al lavoro né a piedi, né in bicicletta e neppure con un motociclo inferiore a 150cc.
Non sto dicendo che se voglio andare a lavorare nel porto di Ravenna in bicicletta devono costruirmi una pista ciclabile, che sarebbe comunque opportuna, ma che devo avere il DIRITTO di andarci anche a piedi o in bicicletta. E' vero che ci sono lavoratori extracomunitari vanno tutti i giorni a lavorare al porto in bici ma lo fanno violando il CdS ed a rischio della propria incolumità.
Non so  quanti siano questi casi in Italia ma penso che siano sempre troppi.
Se questo diritto alla mobiltà zero non esiste nel nostro ordinamento, non sarebbe ora di introdurlo?

giovedì 31 ottobre 2013

Batman incontra MalcomX



" Malcom X oggi in visita a Gotham City è stato ricevuto da Batman e Robin all'interno della Batcaverna. I presenti riferiscono che il colloquio è stato cordiale e intenso. Anche Nonna Papera ha voluto salutare i due VIP intervenendo via Skipe"    

Quando leggo sulle cronache che due personaggi pubblici si incontrano, in particolare davanti ai fotografi ed ai giornalisti rimango un poco perplesso. Perchè? A che servono questi incontri? 

E poi quando questi personaggi non dovrebbero avere nulla a che fare l'uno con l'altro, il senso del loro incontro mi sfugge ancor di più. Ma che diavolo si saranno mai detti?
Ad esempio vorrei saper che avevano da dirsi Mussolini e Gandhi o  Einstein e Pirandello. E' chiaro che con personaggi di cultura un qualcosa da dirsi lo si trova sempre (bello e comico l'icontro di Lombroso con TolstoJ) ma quando si tratta di personaggi istituzionali che dovrebbero avere altri tavoli ed altre occasioni, e sono spesso il controllato ed il controllore, perchè incontrarsi al di fuori di queste situazioni e farlo anche sapere alla stampa?

Quindi, nelle cronache di questi giorni della nostra provincialissima Ravenna apprendo che:
1) Il direttore dell'autorità portuale incontra il nuovo comandante della capitaneria di porto portandosi dietro anche il segretario dell'AP appena condannato a 10 mesi per i fatti dello spostamento irregolare della bomba ritrovata durante i dragaggi ed avrebbero parlato dell'allargamento del porto. Per me è come se il fornaio andasse a trovare il nuovo ufficiale sanitario (magari portandosi dietro la commessa a cui è stata ritirata la patente per guida in stato di ebrezza) per spiegargli come farà ad aprire un secondo punto vendita.
2) Il nuovo presidente della camera di commercio incontra il comandante della Guardia Forestale. E perchè non i vigili del Fuoco? O i Carabinieri? Come se il nuovo fruttivendolo del quartiere sentisse la necessità di incontrare la guardia giurata che staziona davanti alla Banco di Credito e di farlo sapere a tutti. Che ci azzecca? O hanno forse paura delle indagini della forestale che è attualmente la piu attenta nel perseguire i reati ambientali? Mah!
3) Il vicesindaco incontra il premio nobel per la Pace Aung San Suu Kyi . Non c'è da ridere, è tutto vero, ma questo è folklore nostrano e quindi vi rimando al relativo Bombolone con gli immancabili commenti.
Buoni pensieri.

lunedì 7 ottobre 2013

La darsena che verrà


La Darsena che vorrei è stata una simpatica iniziativa che ha fatto divertire i cittadini che vi hanno partecipato ma le proposte li elaborate non potevano uscire al di fuori dei rigidi paletti che il comune aveva prefissato: i cittadini sono stati chiamati a definire poco più che dettagli.
Il comune da per scontato che in darsena si debbano realizzare nuovi appartamenti, centri commerciali, parchi e parcheggi ma con una popolazione cittadina che non cresce (perchè il territorio è già sovrasfruttato) a che pro costruire ancora? Solo per far fare affari ai costruttori? E il mantenimento di un nuovo quartiere, servizi e manutenzioni , chi lo paga? Noi?  E costruire ancora non farà crollare ancora valore degli immobili in tutta la città?
Credo che questo quartiere abbandonato dalle fabbriche e dai magazzini portuali abbia una possibilità unica di evolvere verso un'identità urbanistica che facciamo ancora fatica ad apprezzare.
Nella zona si stanno ricreando condizioni di naturalità dove flora e fauna minore si stanno ambientando perfettamente e non è cosa di poco valore.  Le iniziative di occupazione estemporanea degli spazi come quelle tenute all'ex tiro a segno sono bellissime e non mi dispiacerebbe vedere la feste della birra o concerti sulle banchine abbandonate.  O al limite anche una festa del PD!
Però sono sicuro che saranno i giovani ad avere le ideee migliori per colonizzare la zona senza necessariamente costruire e cementificare-
Ora una domanda che puo sembrare provocatoria: cosa succederebbe se dopo  decenni di progetti, riunioni, convegni e quant'altro, il processo di riurbanizzazione si fermasse?  Se dopo maree di studi, pubblicazioni, carte e bussiness plan non si presentasse nessun investitore disposto a metterci un soldo? La risposta è .... nulla!
Ed è quello che spero per il bene della città..