sabato 17 agosto 2013

Del raddrizzar chiodi storti

Avendo trovato un pallet in legno abbandonato vicino al cassonetto ho pensato di farlo mio al fine di ricavarne legna da lavorare o più facilmente legna da ardere.
Dopo averlo portato a casa mi son messo quindi a schiodarlo e  separare le assi un po decenti da quelle che invece saranno bruciate nel camino quest'inverno. 
Poi mi sono rimasti i chiodi usati, storti e in odor di ruggine.
Come quando ero bambino, ho iniziato a raddrizzarli con cura con il martello su di un piano di appoggio rigido.
Si, perchè quando ero bambino questa cosa di recuperare i chiodi la facevano tutti, da noi bambini delle periferie ai muratori nei cantieri, perchè il chiodo era un'oggetto prezioso che non poteva essere buttato via solo perchè storto.
Poi mentre ero intento a far ciò, ho pensato a qual'era il "valore economico" di ciò che stavo recuperando, legno e chiodi, e che questo valore era risibile, e che non giustificava minimamente il tempo speso se contabilizzato secondo gli standard attuali.
E mi è venuto in mente  anche un bell'articolo di Ugo Bardi sul suo blog in cui si lodava fra l'altro l'antica pratica della spigolatura, usanza che è ormai andata persa e che è assimilabile nello spirito a quel che stavo facendo..
Mi son chiesto anche se avessi quindi qualche attività più remunerativa di quella o di più edificante. Se non avessi cioè qualcosa di più nobile da fare che non raddrizzar chiodi per recuperar pochi centesimi.
No, non ce l'avevo.
E probabilmente neppure voi.

mercoledì 7 agosto 2013

La linea del fronte

Questo veloce post serve a ricordare  che il territorio ravennate è  stato strappato dall'uomo alle acque dolci e salmastre con le bonifiche avvenute nei secoli ma anche per avvertire che la battaglia non è ne conclusa ne vinta.
Un'esempio è l'avanzare del mare a Lido Adriano che dal 1955 si è mangiato dai 110 ai 220 metri di costa nonostante la realizzazione delle dighe di protezione.
Sulla foto cliccabile a sinistra è evidenziata in rosso la linea di costa attuale sovrapposta alla foto presa dal sito della regione Emilia Romagna del 1955.


lunedì 8 luglio 2013

Piallassa Piomboni, la distruzione.

Il 3 Luglio scorso le autorità (comune, regione e autorità portuale) hanno presentato alla cittadinanza in un incontro pubblico i loro programmi di sistemazione della Pialassa dei Piomboni. Questa vastissima area naturalistica di acque salmastre ed isolotti, preziosa per l'ambiente e per la nostra memoria, verrà divisa fisicamente in due parti: Da una parte il porto e dall'altra una sorta di parco acquatico artificiale con flussi d'acqua artificialmente regolati da chiuse e canali.
Un'argine di terra di 2,5 Km, ovvero di fanghi di escavazione dei fondali portuali, separerà le 2 zone.
Di fatto una condanna a morte della pialassa così come la conosciamo da secoli.
Chi vuole dargli un'ultima occhiata si sbrighi perchè i lavori procedono veloci, e se non fa in tempo si dovrà accontentare dei video del gruppo Ravenna Viva che denuncia questo degrado da anni.
Tutto questo lavoro viene fatto passare per "riqualificazione" dell'area, e qualcuno ci crede pure. Il Resto del Carlino intitolava "Il gioiello ritrovato" parlando della Pialassa futura!
Come se all'Autorità Portuale, un'ente che manovra milioni di euro, importi delle specie di uccelli che attualmente nidificano in pialassa o che le acque siano sufficientemente pulite per cefali e anguille..
Ho seguito attentamente tutta la presentazione pubblica e prima ancora che iniziasse un dibatiito mi ero già fatto l'idea che le reali motivazioni di tutto questo lavoro erano:
- ampliamento del porto commerciale, nuove banchine e cantieri.
- sistemazione dei fanghi di escavazione che diversamente non saprebbero dove mettere
- spendere soldi pubblici per i lavori (se non ho visto male le slide, la sola progettazione delle opere e studi vari costerebbe 670.000 euro!! )
Poi un intervento di un membro del comitato difesa pialassa ha confermato in pieno le mie senzazioni.
Insomma, olre a danneggiare l'ambiente si beffa la cittadinanza.
Detto in altri termini, ci stanno a piglià per culo.




martedì 25 giugno 2013

Calzini antistress

Succede che occasionalmente pure io mi possa trovare sotto un'ombrellone di un bagno qualsiasi di Marina di Ravenna di questa calda estate.
E succede puntualmente che in queste situazioni la mia quiete sia leggermente scalfita da offerte non richieste di merci varie alle quali rispondo con un automatico "no grazie, non mi serve nulla" ai veditori ambulanti per lo più africani.
Ma la settimana scorsa succede che al mio ennesimo diniego, il vucumprà di turno mi chiede cosa sto facendo, se stavo studiando musica come gli sembrava di capire vedendomi con uno spartito fra le mani (non è che io sia un musicista, tutt'altro, però in quel momento stavo proprio cercando di capire qualcosa della notazione nusicale e stavo guardando uno spartito per coro di Thomas Attwood Walmisley)
E me lo chiede in inglese.
E io e la mia signora gli rispondiamo in inglese e gli chiediamo se lui conosce la musica.
E salta fuori che lui, si, sa leggere la musica, che canta e suona.
Lui è un ragazzo nigeriano, si chiama Kingsley, è nel nostro paese da 7 anni. Ne ha vissuti 2 in Libia prima di  venire  da noi con un barcone. In italia ha lavorato molti anni in Calabria come bracciante agricolo ma ora quel lavoro è finito e si arrangia facendo il vucumprà.
Sa almeno 4 lingue, inglese, francese, arabo e italiano.
E'  un ingeniere meccanico, è fuggito dalla Nigeria per la guerra fra cristiani e musulmani. Lui è un cristiano e non ci pensa minimamente a tornare in Nigeria.
Ha il permesso di soggiorno che deve rinnovare ogni 6 mesi.
Per lui la vita è molto difficile, ci dice, e ce lo ripete, e ci mostra le poche merci nel suo borsone.
La mia signora tira fuori la banconota piu grande che aveva nella borsa da mare, purtroppo solo 5 euro, e riceviamo in cambio una confezione di  tre calzini antistress "made in turchia" con una biro rossa omaggio.
Riceviamo anche un sorriso ed una stretta di mano, ed un'augurio di buona fortuna che ricambiamo. Tutto questo in inglese mentre negli ombreolloni accanto al nostro si discute di ricette di grassi sughi per tagliatelle in perfetto dialetto romagnolo.
Kingsley se ne va e lascia nell'aria un leggero sentore di ingiustizia.


sabato 8 giugno 2013

Botteghe oscure

Un piccolo amarcord di come sono cambiati gli esercizi commerciali in città.

Ricordo che c'era un tempo in cui...

Si aprivano i grandi magazzini  come Standa Upim e Rinascente
Chiudevano gli spacci delle bombole di GPL
Si aprivano le pizzerie
Chiudevano le macellerie equine
Aprivano i primi supermercati - Coop Eurospar e Conad
Chiudevano negozi di alimentari e frutta e verdura 
Si aprivano negozi di articoli sportivi
Chiudevano gli spacci di granaglie
Si aprivano ristoranti cinesi
Chiudevano i calzolai.
Si aprivano pub e birrerie
Chiudevano i cinema di seconda visione.
Aprivano i centri commerciali - Esp -  Gallery, La fontana etc.
Chiudevano i negozi di elettrodomestici.
Aprivano i chioschi della piadina
Chiudevano negozi di libri usati.
Aprivano le erboristerie
Chiudevano i distributori di benzina in città
Si aprivano le gelaterie
Chiudevano i negozi di tessuti.
Si aprivano  palestre
Chiudevano le cartolerie.
Aprivano i videonoleggi
Chiudevano gli orologiai.
Aprivano I negozi di computer
Chiudevano i cinema  in centro
Aprivano i negozi di telefonini
Si chiudevano i negozi di caccia e pesca.
Aprivano i Kebab e i ristoranti etnici
Chiudevano i negozi di computer
Si aprivano sportelli bancari
Si chiudevano i barbieri
Aprivano negozi etnici  africani e le macellerie islamiche
Chiudevano i fotografi
Aprivano i call cenetr e internet point per stranieri
Si chiudevano le ferramenta
Aumentavano le agenzie immobiliari 
Chiudevano le agenzie di viaggio
Aprivano i negozi di cianfrusaglie cinesi
Chiudevano i videonoleggi
Si aprivano i locali di scommesse e videopoker
Chiudevano i minimarket nei quartieri
Si aprivano sale massaggi
Chiudevano i negozi di dischi e cd
Si aprivano negozi di "compro oro"
Chiudevano i riparatori di Tv ed elettrodomestici.
Oggi si aprono negozi di sigarette elettroniche!

E' solo un'esercizio, un gioco,  fortemente viziato da una percezione soggettiva dell'evoluzione dell'offerta commerciale. 
(Provate a leggere l'elenco sopra una riga si ed una no, una volta con le righe in grassetto ed una volta con quelle in corsivo per vedere che effetto fa)

lunedì 27 maggio 2013

E tond ad Ravenna

L'ippodromo ha chiuso da pochi mesi e già cresce  l'erba sulla pista ovale.
Ho molti ricordi di questo parco cittadino ma nessuno di questi è legato al'ippica.
Ci si andava al Festival dell'Unità in bicicletta, a vedere i concerti, a giocare a calcio fra amici, a far jogging dentro  la pista ghiaiata sfidando le ire del custode nelle fredde serate invernali.
Che poi ogni tanto ci corressero anche i cavalli era incidentale, l'ippodromo era molto di piu di una pista per cavalli.
Ora  nessuno fa piu la manutenzione del verde e tutto il complesso appare decadente ma quello che  mi ferisce maggiormente è il fatto che hanno spostato la recinzione ovest per ricavarci due parcheggi.
Ho talmente paura che a breve qualcuno che conta avanzi un bel progetto di "riqualificazione"   che preferirei che  questo polmone di verde rimanesse così com'è, con le erbacce e le siepi cespugliose.
Flora e fauna e cittadini sensibili ringrazierebbero.

sabato 18 maggio 2013

Oltre la galassia Nimby

Sono stato l'altra sera ad un'interessantissimo incontro pubblico organizzato dal Comitato difendi la Caserma che si batte da piu di un'anno contro la costruzione di un impianto di produzione di biogas ed energia elettrica fra Ravenna e Forlì. 
Ci sarebbe molto da dire sulle ragioni per cui questi impianti non solo non dovrebbero essere incentivati dallo Stato come purtroppo avviene  ma andrebbero nella maggior parte dei casi  vietati per il semplice  fatto che hanno un' EROEI inferiore ad 1. 
Fra queste ragioni mettiamo  quelle sanitarie,  di salubrità dell'ambiente,  di interessi economici e politici contro il bene comune,  lo sconvolgimento delle filiere alimentari, e dei territori su cui insistono. E molto altro. 
Questo vale per quasi tutti gli impianti di produzione di energia elettrica incentivati che utilizzano processi di digestione concentrata ed accelerata o di combustione di materiale organico di origine agricola o zootecnica.
Le popolazioni direttamente coinvolte da questi impianti giustamente si oppongono, formano comitati, tutti rigorosamente apartitici, e provano a mettersi contro questi mostri. Sicuramente i legislatori e le lobby che li muovono non avevano previsto tutto questo attivismo dei semplici cittadini ed ora si stanno  preoccupando un po'. Ho anche scoperto che esiste  l'osservatorio nazionale Nimby Forum sostenuto da tantissime aziende pubbliche e private con patrocinato dall'ANCI (associazione dei comuni italiani),  ministero dell'ambiente e dello svilluppo e Legambiente*(!). 

"L'obiettivo principale del Forum è individuare le più efficaci metodologie di interazione tra i diversi stakeholder per gestire e ridurre il fenomeno delle opposizioni territoriali ambientali e la Sindrome Nimby (Not In My Back Yard)."

Cioè studiano e mappano i comitati per combatterli, fra l'altro con i nostri soldi. Da notare come Nimby sia declinato in forma negativa come se protestare per un danno subito sia un capriccio mentre progettare danni al territorio sia virtuoso.

Io credo che sia troppo tardi.
I cittadini che si impegnano in questi comitati sono vicini a fare massa critica.

Quando vengono coinvolti  in questi comitati, sia pure inizialmente da sindrome Nimby,  parte un processo di studio e di conoscenza di tutti gli aspetti del problema che è assolutamente irreversibile.   L'acculturamento forzato  produce inevitabillmente una "cultura" anche  globale. Non ci ferma piu alla sola protesta per la puzza di un'impianto o il traffico davanti a casa ma si va a vedere del perchè si fa l'impianto e chi ci guadagna veramente. 

Quelli che le lobby degli incentivi consideravano dei  rednek son diventati cittadini coscienti ed informati. Non si faranno piu fregare su queste come su altre questioni.
Credo sia l'inizio della rivoluzione.



* Questo patrocinio di Legambiente prima o poi qualcuno me lo dovrà spiegare!!!