giovedì 28 marzo 2013

Noli tangere circulos meos

Una delle tante domande che mi faccio forse inutilmente.
I copricerchi in plastica come quello della foto si applicano sui cerchi in acciaio delle auto di non elevata categoria. Non hanno alcuna funzione pratica ma solo estetica:  servono a nascondere il fatto che l'auto monta i piu economici cerchi in acciaio invece dei piu costosi e forse più performanti (performanti come???) cerchi il lega di alluminio.
Perchè ci faccio un post sopra? Perchè questi copricerchi in plastica mi intristiscono da quando esistono e da quando ne vedo di persi/rotti ai bordi delle strade. 
Non capisco la necessità di nascondere il fatto che una ruota è in acciaio e non in lega. Non mi sembra un fatto vergognoso: li ho pagati! Non capisco neppure perchè questi oggetti non vengano venduti come accessori  a parte a chi soffre di questo complesso delle ruote in acciaio. 
Anche questa inutile moda forse finirà, però nel frattempo siamo costretti ad acquistare e pagare questi orribili oggetti assieme all'auto.


"Noli tangere circulus meos" (Non guastare i miei cerchi) è una frase attribuita ad Archimede di Siracusa che avrebbe pronunciato poco prima di essere assassinato da un soldato romano.
E noi che tanto pitagorici non siamo più perchè ci ostiniamo ad usare  questi famigerti copricerchi di plastica? 

mercoledì 20 febbraio 2013

Viva le ciclabili..? Si,ma quelle vere!

Se volessimo  uscire dalla città per raggiungere le frazioni piu vicine o dalle frazioni andare in centro a Ravenna? Ci sono solo 2 piste ciclabili di raccordo: una per Punta Marina ed una per Classe segnate in rosso sulla cartina. 
Invece Marina Romea, Marina di Ravenna, Lido di Dante, Porto Fuori, Fosso Ghiaia, Osteria, San Bartolo, Madonna dell'Albero, San Marco, Villanova di Ravenna, San Michele, Piangipane, Camerlona, Saterno, Mezzano, Sant'Antonio, San Romualdo non sono raggiungibili in bicicletta con la stessa comodità con cui sono raggiungibili in auto. 
Muoversi in bici è faticoso e nel progettare i percorsi non si puo ragionare come come se trattasimo di strade motorizzate: non si può dire che c'è la ciclabile per Marina di Ravenna solo perchè ti fan passare da Punta Marina o dire che si arriva in bici a Fosso Ghiaia perche si puo passare in pineta sui sentieri fangosi senza pavimentazione e senza uno straccio di illuminazione. 
Paradossale è il caso di Porto Fuori che è a 3 Km da Ravenna e rimane isolata ciclisticamente a causa del cavalcavia sulla via Classicana, e poi quelle mezze ciclabili - son poco piu larghe del manubrio della bici - sulla via Stradone sono distrutte dall'incuria.
Per non parlare delle Bassette, irraggiungibili senza passare sulla via Romea Nord con auto e camion.
O anche Madonna dell'Albero che è praticamente un sobborgo di Ravenna si raggiunge in bici a proprio rischio e pericolo.
Se il comune volesse veramente promuovere la mobilità ciclabile, e intendo una mobilità vera, non quella "da diporto" della Domenica mattina,  la prima cosa da fare sarebbe prendere  la cartina di questa pagina e fare delle belle ciclabili dove sono le linee blu. Ma ciclabili vere, larghe, asfaltate e ben separate dalle vie carrozzabili. 
Allora si che cominceremo ad esserci.
Buon pedalate

domenica 27 gennaio 2013

E l'uomo incontrò il cane

La notizia:
da 27 giorni, dal 1 gennaio, Davide Battistini, un animalista di Ravenna, sta facendo un duro sciopero della fame perchè la regione Emilia Romagna dichiari illegale detenere cani legati alla catena.
Indirettamente invita tutti noi a riconsiderare il nostro rapporto con il mondo animale ed iniziare a riconoscere anche agli animali lo stesso diritto ad una vita degna così come la si dovrebbe riconoscere agli umani.
Nel suo blog www.scatenarediritti.blogspot.com riporta giorno per giorno gli sviluppi della sua lotta e del suo stato fisico con tanto di certificati medici che ne attestano il deperimento costante.
Conosco Davide a sufficienza per poter dire che non sta affatto scherzando e che è cosciente che sta rischiando la salute e la vita.

Le considerazioni:
In realtà non so proprio cosa scrivere. Sento il dovere di scrivere perchè è ciò che Battistini mi chiede e che chiede a tutti come sostegno alla sua causa (oltre a firmare la sua petizione), ma quello che lui sta facendo manda in corto circuito le mie capacità di giudizio nonostante condivida il fine di questa lotta.
Non posso e non voglio dire a Davide quel che deve fare.
Spero che si risolva tutto per il meglio.
Buon viaggio Davide.

domenica 20 gennaio 2013

Perchè si stirano i vestiti.


La mia atavica scioperaggine unita ad una piccola furia ecologista mi porta di quando in quando a farmi domande poco ortodosse.
Una di queste è perchè si stirano le cose, come abiti, biancheria, lenzuola, asciugamani, etc.
La domanda si fa poi più pressante quando penso al fatto che siamo capaci di pagare piu di cento euro un paio di jeans scoloriti e lacerati... e poi stirarli!
Evidentemente qualcosa non quadra.
Alla domanda del perchè si stiri non mi son dato una risposta soddisfacente (come sempre) se non quella che "si è sempre fatto così" e per motivi che oggi probabilmente non hanno piu ragione di essere. Ipotizzo che lavare i panni con la cenere nei fiumi poteva rendere necessario stirare, ma oggi?
Scopro con piacere che questo mettere in dubbio la necessità di stirare è piu diffusa nella società di quel che pensavo e che le donne si scambiano trucchi e consigli per evitare il più possibile questa pratica.
E poi c'è anche chi ne fa una questione di costi economici ed ambientali. 
Anche a casa mia si stanno sperimentando soluzioni alternative... 

venerdì 4 gennaio 2013

Cosa c'è dentro alle cose

Ecco una macchina fotografica digitale 3,2 Mp (guasta e senza memoria e senza batterie) che ho smontato nei suoi 245 pezzi di cui 65 sono viti microscopiche (clicca sull'immagine).
In realtà i pezzi sarebbero molti di più, forse di uno o due ordini di grandezza maggiori, ma non sono riuscito a procedere oltre. Una sola scheda elettronica  di questa macchina  ha un numero di componenti ed una complessità molto superiore a quello che traspare dalla foto ma essendo tutte le schede saldate ed integrate non le si possono smontare senza distruggerle. E per apprezzare le strutture interne dei chip ci vuole anche il microscopio! 
A guardarci dentro, le cose sono molto complicate.
Però bisogna guardarci...

mercoledì 12 dicembre 2012

La scomparsa degli orti urbani

In un secolo Ravenna si è giocata quasi tutti gli orti all'interno delle mura. In realta ne sopravvivono almeno due, uno in via San Pietro Crisologo (vicino alla ex-caserma alighieri) e uno piu piccolo nel quadrilatero Via Cerchio-Via Mazzini (clicca sull'immagine).
Altri orti molto belli erano presenti fino a pochi anni fa nell'ex-alveo del fiume montone prima di porta serrata dove oggi vi è un parcheggio (veramente questi erano adiacenti le mura e non dentro).
Nella cartina della città di Gaetano Savini del 1904 ogni grande spazio inedificato all'inteno degli isolati  è indicato con "orto" e quindi una buona metà e oltre della superficie cittàdina era coltivata in maniera intensiva oppure come Hortus Conclusus.
Se le auto, come è probabile visto i trend in atto, diventeranno un bene di lusso per pochi (tipo anni 50), si cominceranno a liberare tanti spazi e di necessità i parcheggi torneranno orti.

venerdì 19 ottobre 2012

Morto che cammina (1): il motore a scoppio.

Non so se vi siete mai soffermati a pensare come funziona veramente un motore a scoppio, ad esempio quello della vostra auto: si provocano delle'esplosioni per spostare dei pistoni che trasferiscono il loro moto ad un'albero e di qui attraverso una serie di ingranaggi alla ruota che sposta l'auto. Cioè saltando tutti passaggi possiamo dire che spostiamo l'auto con delle esplosioni! Vi sembra sensato fare ciò? Probabilmente no, detta così. Eppoi, dal punto di vista energetico il processo è un colabrodo. Nella migliore delle ipotesi il rendimento di un motore a scoppio raggiunge max il 20% che significa che l'80% dell'energia viene persa e dissipata nell'ambiente perlopiù sotto forma di calore.
Tradotto in soldi, ogni 100 euro di benzina ne utilizziamo veramente solo 20€ mentre 80€ sono letteralmente buttati via.
Avendo sempre vissuto in questo stato di cose, abituati a pensare che il motore a scoppio sia l'unico modo per muovere un'auto  (non il miglior modo, ma proprio l'unico!) ci risulta difficile se non impossibile pensare ad altri modi.
In passato erano state tentate soluzioni diverse come le auto a turbina o l'auto elettrica ma, complice la grande disponibilità di petrolio (ed il suo basso prezzo) hanno fatto si che il motore a scoppio, il colabrodo energetico,  restasse la soluzione più facile per generare potenza e trasmetterla alle ruote.
La ricerca tecnologica è rimasta incanalata nel solco del motore a scoppio con il risultato che le auto di oggi sono concettualmente le stesse di 50 anni fa, solo un po' più belle comode e sicure, ma sotto al cofano c'è sempre lui, l'inefficente motore a scoppio.  Il morto che cammina.
Invece i motori elettrici hanno un rendimento del 90%, non inquinano e sono silenziosi.
E' ora di "pensare differente"!

(nella foto un motocicletta indiana mossa da un "motore da motozappa")