giovedì 23 febbraio 2012

L'invasione degli ultraschermi

Oggi sono entrato in una farmacia  e ho notato che hanno installato un monitor gigante per intrattenere i clienti in attesa. Su questo schermo passano in continuazione informazioni di servizio con schermate e filmati, perlopiù pubblicità di farmaci e servizi sanitari.
Non è nulla di eccezionale, ormai questi schermi sono installati un po' ovunque vi sia un pubblico, e quindi li troviamo in sale d'aspetto, esercizi pubblici, bar, stazioni, centri commerciali etc.
Non mi stupirei se i pubblicitari, sfruttando questi nostri "tempi morti"  ci piazzassero schermi anche negli ascensori o nei bus od in prossimità dei semafori rossi!

Ma ultimamente, passato il mio entusiasmo tecnologico per i flat-screen, questi schermi pubblici mi mettono nell'anima una tristezza sottile, come se rimarcassero la nostra rinuncia a comunicare con gli sconosciuti accanto a noi. 
Poi, mentre ero in attesa del mio turno, guardando la megaTV, fra un'integratore alimentare ed una crema anticellulite, improvvisamente mi son chiesto da dove scaturissero tutti questi megaschermi e quale reale utilità avessero, e di come abbiamo potuto vivere senza fino a pochi anni fa.
E non mi son dato risposte particolarmente originali.

domenica 12 febbraio 2012

Salviamo i ciclisti

Salviamo i ciclisti è una campagna di sensibilizzazione alla quale aderisce questo blog, seppur con qualche riserva (vedi piste-ciclabili no grazie). Alcune  delle richieste sono secondo me troppo soft per una vera liberazione del ciclista dalla morsa del traffico motorizzato ma da qualche parte bisogna pure iniziare.

giovedì 29 dicembre 2011

Beni durevoli

Ci sono prodotti industriali che ''sono per sempre'' nonostante l'industria aborra questo concetto e impone sempre più l'obsolescenza programmata per tutto quel che fa e che vende. Oggi  ho tirato fuori dal cassetto alcuni dei miei martelli e mi son chiesto quando mai li consumerò cosi tanto da doverne comprare altri. Probabilmente mai, un martello può durare anche un secolo e oltre, passare di generazione in generazione e rimanere utile come il primo giorno, basta cambiare o restaurare il manico se necessario.  Del resto solo uno dei miei 5-6 martelli è stato acquistato; gli altri mi son stati ceduti, o rinvenuti "nosocome" o trovati o ereditati. Cosi come i martelli ci sono miriadi di oggetti comuni che possono durare molti decenni o forse secoli: sicuramente la maggior parte degli attrezzi di lavoro, ma anche posate, stoviglie, lampadari, etc. La maggior parte degli acquisti di questi beni vanno a sostituirne altri, non più alla moda, ma ancora perfettamente efficienti o lievemente usurati mentre ben pochi vanno ad attrezzare una nuova popolazione che si aggiunge all'attuale.Visto che di questi oggetti ne abbiamo ormai le case piene e la crisi ci "ottimizza l'economia", a questo punto verrà automatica una moratoria della produzione e consumo (forse meglio dire stoccaggio) di questi beni.

sabato 24 dicembre 2011

Usa e getta si, ma qui si esagera!

Visto che noi comuni mortali non abbiamo le competenze per giudicare la congruità dei prezzi dei farmaci (anche se è facile immaginare che anche in questo campo tutto limpido non sia) almeno sulle loro confezioni qualcosa possiamo dire.
Ho ritirato in farmacia una confezione di 10 dosi di Arixtra, un antitrombotico da iniettare sottocute.
Prezzo 71 euro pagati dal SSN (cioè tutti noi), quindi 7,1 euro a dose.
Ogni dose è confezionata in una siringa monouso di sicurezza, che una volta usata diventa inutilizzabile e va buttata. E ovviamente non c'è nessuno che sia sia preoccupato della possibilità di riciclare almeno una parte dei materiali usati. Infatti ogni siringa è composta di 12 pezzi, 5 fra plastiche e gomme diverse, un corpo in vetro in cui è fuso un'ago, una lunga molla  metallica ed un pezzo plastico con una etichetta autoadesiva.
La motivazione ufficiale di tutto questo dispiegamento di tecnologia e materiali (e costi) è l'aumento della sicurezza, la protezione da punture accidentali, ed escludere che la siringa venga riutilizzata. Preoccupazione quest'ultima probabilmente inutile almeno in occidente e comunque con un po' di impegno è possibile "cracckare" questo modello di siringa e renderla riutilizzabile come tutte le altre.
Solo quest'estate, un medicinale equivalente mi era stato fornito con siringhe monouso standard che hanno funzionato perfettamente e ovviamente non sono state riutilizzate.
Che dire?

sabato 26 novembre 2011

Il mondo della finanza.

"When an international financier is confronted by a holdup man [with a gun], he automatically hands over not only his money and jewelry but also his shirt and pants, [because] it doesn't occur to him that a robber might draw the line somewhere." 

(Quando un esponente della finanza internazionale viene minacciato da un rapinatore armato, egli automaticamente non solo consegna  i suoi soldi e i suoi gioielli, ma anche la camicia e i pantaloni, perchè non riesce a concepire che perfino un ladro possa avere un limite nelle sue pretese)


Nero Wolfe - Over my dead body - Rex Stout

lunedì 7 novembre 2011

Vegan Contest in Ravenna

"..misery acquaints a man with strange bed-fellows  (la disgrazia ci fa conoscere strani compagni di letto)  William Shakespeare La Tempesta - Trinculo: atto II, scena I)


La vita a volte ci porta in luoghi e situazioni che mai avremmo immaginato  di frequentare. E non necessariamente questi occasioni sono generate dalla disgrazia come dice Shakespeare.
Ultimamente ho partecipato come commensale e giudice ad una gara di cucina vegan organizzata da Essere Animali presso il centro sociale Spartaco.
Una settantina di giovani a tavola per gustare e giudicare una cena di 11 portate confezionata secondo i dettami del veganesimo, quindi senza ingredienti di origine animale (no carne, no latte, no uova etc.).
Neanche a dirlo, tutto era buonissimo, ma con un servizio più che spartano, improntato all'autarchia ed alla collaborazione. Ci è stato consegnato un unico piatto (erano tutti scompagnati fra loro) ed un unica forchetta da usare per tutte le portate. Ci siamo quindi serviti da soli,  poi all'arrivo dei dolci abbiamo avuto istruzione di girare il piatto sottosopra come si faceva quando si era poveri, o almeno così ci raccontano gli anziani. E nessuno che storcesse il naso.
Non so se il nostro mondo si salverà mai dal baratro che ora anche i più scettici iniziano finalmente a vedere, ma se si salverà lo dovrà anche a questi giovani animalisti, giovani che sublimano la loro esuberanza in queste forme di non violenza fortemente motivate ed argomentate.
Poi mangiare il dolce sul dorso del piatto non ha prezzo, per tutto il resto vedete voi.

domenica 9 ottobre 2011

Il sindaco e la guerra delle Falkland

Non so perchè, ma ogni qualvolta che leggo le dichiarazioni del sindaco o di qualche assessore su "Ravenna capitale della cultura 2019"  mi vengono in mente la giunta militare Argentina del general Gualtieri e la guerra delle Falkland scoppiata fra l'Argentina e l'Inghilterra nell'82.
"Alla vigilia della guerra l'Argentina era governata da una giunta militare guidata da Leopoldo Galtieri, il quale sperava di controbilanciare la preoccupazione del popolo suscitata dalla crisi economica e dalle violazioni dei diritti umani perpetrati dal regime con la popolarità che sarebbe seguita ad una rapida vittoria conseguita recuperando il controllo sulle Malvine (isole Falkland)."(da Wikipedia)
Per far si che il popolo non prenda coscienza dei reali problemi interni (e magari destituisca il governo), il regime pompa con tutti i mezzi l'opinione pubblica verso un'obiettivo inconsistente ma di grande portata emotiva, e ancor meglio se per questo obiettivo è necessario sconfiggere un nemico esterno. E' vero che quasi tutte le guerre hanno auto questa funzione di dirottare le contraddizioni interne verso un nemico esterno ma il caso argentino è stato particolarmente emblematico.
A Ravenna stiamo vivendo un'escalation di degrado, criminalità, disoccupazione, inquinamento dell'aria, cementificazione del territorio, tumori  e qui sembra  che la priorità sia quella di avere l'assegnazione di Ravenna 2019 capitale della cultura, magari sconfiggendo la cattivissima Venezia e tutte le altre 14 città italiane candidate
Ma la cittadinanza di Ravenna non è vittima passiva di questa situazione, è sopratutto complice, non fosse altro per il fatto di essere responsabile dell'elezione questa giunta.  E poi, a parte rarissime eccezioni, parlar male di questa candidatura è diventato come bestemmiare in chiesa, come se essere contrari a questa cosa significhi essere contrari alla cultura in generale.
Nell' '82 l'Argentina perse sanguinosamente la guerra, si rese conto che aveva problemi interni molto più seri che la necessità di conquistare due tre isolotti semidisabitati e decise di voltar pagina: destituì la giunta militare e si avvio faticosamente verso la democrazia provando a fare i conti con se stessa.
Io non vorrei aspettare il 2019.